Viviamo in tempi infami ...... Paul Verlaine

dove il matrimonio delle anime
deve suggellare l'unione dei cuori;
in quest'ora di orribili tempeste
non è troppo aver coraggio in due
per vivere sotto tali vincitori.
Di fronte a quanto si osa
dovremo innalzarci,
sopra ogni cosa, coppia rapita
nell'estasi austera del giusto,
e proclamare con un gesto augusto
il nostro amore fiero, come una sfida.
Ma che bisogno c'è di dirtelo.
Tu la bontà, tu il sorriso,
non sei tu anche il consiglio,
il buon consiglio leale e fiero,
bambina ridente dal pensiero grave
a cui tutto il mio cuore dice: Grazie!
Perdimi, Signore, chè non oda gli anni sommersi taciti spogliarmi, sì che cangi la pena in moto aperto: curva minore del vivere m'avanza. E fammi vento che naviga felice, o seme d'orzo o lebbra che sé esprima in pieno divenire. E sia facile amarti In erba che accima alla luce, in piaga che buca la carne. Io temo una vita: ognuno si scalza e vacilla in ricerca. Ancora mi lasci: son solo nell'ombra che in sera si spande, né valico s'apre al dolce sfociare del sangue. .... Salvatore Quasimodo 
Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Quest’è Bacco e Arianna belli, e l’un dell’altro ardenti: perché ‘l tempo fugge e inganna, sempre insieme stan contenti. Queste ninfe ed altre genti sono allegre tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Questi lieti satiretti, delle ninfe innamorati, per caverne e per boschetti han lor posto cento agguati; or da Bacco riscaldati, ballon, salton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Queste ninfe anche hanno caro da lor esser ingannate: non può fare a Amor riparo, se non gente rozze e ingrate: ora insieme mescolate suonon, canton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. ...... Lorenzo Dè Medici 
Il presepe Salvatore Quasimodo
Natale. Guardo il presepe scolpito
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure in legno ed ecco i vecchi
del villaggio e la stalla che risplende
e l'asinello di colore azzurro.
Quanto è tardi e qui a casa miaNotte di Natale
Claudio Baglioni
Lei non chiama più
È un Natale da buttare via
Lei non viene più
Guardo il telefono e penso a lei
Vetri appannati son gli occhi miei
Quanta neve sta venendo giù
Chi la fermerà
La candela è ancora accesa
Presto si consumerà
Dio, tu stai nascendo e muoio io
Tu che faresti al posto mio
Ora che perdo pure lei
Ho dato un calcio ai sogni miei
Dio, ma che Natale è questo mio
Campane a festa anche per me
Anche per me, anche per me, anche per me
Se tu mi senti ma perché
Non fai tornare chi non c'è più
Quanta neve sta venendo giù
Piangerà con me...
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