Nel futuro c'è il nostro passato con l'oggi a portare essenze di noi nello scorrere eterno dove nascita e morte celebrano il sacro rito d'ogni esistenza.

Sera Giuseppe Ungaretti
Appiè dei passi della sera
va un'acqua chiara
colore dell'ulivo,
e giunge al breve fuoco smemorato
nel fumo ora odo grilli e rane,
dove tremano erbe.![]()
...Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta Kahlil Gibran 
Nessun uomo è un'isola intero in se stesso. Ogni uomo è parte dell'umanità: Se un onda del mare asporta un granello di sabbia dalla spiaggia e come se al suo posto ci fosse stata una casa o la tua stessa cas: Quando un uomo more è una parte dell'umanità che diminuisce. Una parte di te stesso. Quindi non chiedete mai per chi suona una campana a morto. Essa suona per voi. J.Donne
Nella società egizia la donna poteva ricoprire le più importanti cariche dello stato: nessuna strada le era preclusa. Troviamo così faraoni e sacerdoti donne la cui fama ha sfidato il passare dei secoli grazie alle loro personalità davvero uniche. la civiltà egizia dimostra ancora una volta il suo alto grado di evoluzione ponendo la donna al pari dell'uomo. Anzi, l'uomo non era considerato tale senza la donna. Questo concetto rientrava nella visione della dualità egizia che corrispondeva ad un equilibrio armonico in accordo con l'equilibrio universale. Parte maschile e parte femminile avevano assolutamente lo stesso valore ed erano indissolubili. E non solo sulla terra, nel mondo dei vivi, ma anche in cielo, nel pantheon degli dei. Questa parità anche a livello ultraterreno trova conferma nell'analisi delle concezioni legate al principio della creazione. Uno dei più antichi miti relativi all'origine del mondo vedeva Atum, unico essere dell'universo, utilizzare la mano per il solo atto creatore possibile ‑quello della masturbazione, intesa come simbolo del potere creatore della mente e della mano, quest'ultima artefice di tutte le creazioni umane. Con l'evolversi della teologia la mano diventò un simbolo dell'elemento femminile contenuto nella mente divina e venne identificata con la dea Iusaas, consorte di Atum, con la quale il dio creò la prima coppia divina costituita da Shu, divinità maschile che rappresentava l'atmosfera luminosa, l'aria e la luce, e Tefnut, entità femminile che indicava l'umidità. Da questa prima coppia divina successivamente furono generati Geb, dio della terra, e Nut, dea del cielo. I teologi egizi elaborarono varie teorie relative alla creazione degli dei e degli uomini che si diffusero nel mondo, a seconda del periodo storico e dei diversi centri politici. Un elemento costante era la complementarità tra parte maschile e femminile. Ad esempio, per i sacerdoti di Hermopolis, il principio vitale era costituito da quattro coppie di dei, maschili e femminili: Nun e Naunet che rappresentavano l'umidità, Kek e Keket le tenebre, Hehu e Hehet l'infinito spaziale e infine le due entità nascoste Amon e Amonet. Rimanendo nella sfera del divino, la donna nei panni di dea veniva raffigurata con diverse sfaccettature e poteva esprimere lati terribili e pericolosi oppure suscitare amore e compassione. Nel "mito della distruzione degli uomini", è presente un'entità femminile complessa: la dea Hathor. Questa divinità fu inviata dal dio Ra contro quegli uomini che avevano minacciato di scacciarlo dal trono divino per via della sua età avanzata. Hathor si scagliò con un'incredibile ferocia contro gli esseri mortali che si erano invano rifugiati nel deserto. La dea li scovò e li uccise, compiacendosi alla vista del sangue delle sue vittime. Una versione di questo mito vede "1a Dea Lontana" nei panni di Tefnut che fugge nel deserto orientale della Nubia dove, prese le sembianze di una leonessa feroce, semina il terrore tra la popolazione. La collera divina sembrava davvero inarrestabile ma Shu e Thot, i messaggeri celesti inviati da Ra, riuscirono ad avvicinare la terribile fiera e a intrattenerla con affascinanti racconti tra cui quello celebre del leone e del topo, giunto fino a noi grazie alla rielaborazione dello scrittore La Fontaine. La dea si commosse e decise di fare ritorno a casa ma non poteva certo entrare in Egitto nei panni di una leonessa sanguinaria. Thot allora calmò la rabbia della divinità versando vino nelle acque di Philae, dove essa si abbeverava. Costei, scambiando il vino per sangue, ne bevve fino a placare la sete, si ubriacò e finalmente si calmò. Al suo risveglio aveva riacquistato il suo aspetto positivo e fu così accolta in Egitto come dea Hathor con grandi feste e onori. Hathor infatti aveva un aspetto benefico. Essa era considerata la madre del sole, la vacca celeste che ingoiava l'astro diurno alla sera e lo partoriva al mattino, patrona della danza, della musica e dell'amore. Gli Egizi la invocavano spesso "perchè procurasse un focolare alla vergine e uno sposo alla vedova". Proseguendo con le dee benefiche del pantheon egizio possiamo ricordare Iside e Mut. Iside è la sposa di Osiride e rappresenta la moglie amorevole, che riporta in vita il marito ucciso dal terribile Seth, e allo stesso tempo la madre affettuosa e premurosa, che protegge il figlio Horus. Questa immagine ebbe un successo inimmaginabile: la madre amorevole, con il figlio Horus sulle ginocchia, fu venerata anche dai Copti e passò a rappresentare la Vergine cristiana, ancora presente nella nostra iconografia. Nei panni di madre divina troviamo anche la dea Mut, sposa di Amon, il cui nome in egizio significa proprio madre. Le dee in terra invece erano rappresentate dalle regine, le spose dei faraoni, che avevano il ruolo di completare la maestà e la divinità del sovrano.
Con i suoi 6680 Km è il secondo fiume più lungo del mondo, dopo il Mississipi-Missuri, chiamato in arabo Bahr el-Nil e semplicemente El-Bahr ("il Fiume"). Il Nilo è l'unico fiume che sfocia nel Mediterraneo con piene estive. Le sue piene sono abbastanza regolari ed iniziano a Giugno con un piccolo accrescimento grazie "all'Onda Verde", successivamente avviene un grande aumento con "l'acqua rossa" fino ad arrivare alla portata massima alla fine di Settembre. La diminuzione del della portata continua fino al successivo Giugno. Da circa un secolo si sono fatte varie opere di canalizzazione e sbarramento che hanno regolarizzato queste piene e hanno permesso una più regolare irrigazione delle coltivazioni. La più famosa di queste opere è la diga alta di As completata nel 1970 è una delle più grandi al mondo, e la sua costruzione ha creato il grande lago Nasser che si estende per 5250 Km² un terzo del quale si trova in territorio sudanese. Le sorgenti del Nilo sono state per lungo tempo sconosciute,già Nerone inviò due centurioni alla loro scoperta ma furono fermati della paludi dei sudd. Durante il medioevo non furono fatti progressi nella conoscienza sul corso del fiume, solo nel 1613, padre Páez identificò il Nilo Azzurro che venne considerato il ramo principale. Nel secolo successivo vennero fatte altre spedizioni, nel 1761 da Niebuhr e nel 1769 da J. Bruce.
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IL CORSO DEL NILO
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Il Nilo ha la sua origine con il fiume Luvironza-Ruvuvu che è il princpale ramo sorgentifero del Kagera principale emissario del grande lago Vittoria nel territorio della Tanzania
Dal Lago Vittoria esce, verso nord, in territorio ugandese, con il nome di Nilo Vittoria. Quindi attraversa il Lago Kyoga e diventa l'emissario del Lago Alberto. Da qui esce con il nome di Bahr el-Gebel (Nilo delle montagne) per superare il confine ed entrare nel Sudan.
Nelle pianure meridionali del Sudan il Bahr el-Gebel scorre nella grande conca paludosa dei sudd. All'uscita da questa conca diventa il Nilo Bianco quindi riceve la confuenza del fiume Sobat e continua a scorrere verso nord sino a Khartum dove confluisce con il Nilo Azzurro da qui prende finalmente il nome definitivo di Nilo.
Dopo Khartum riceve le acque dell'Atbara, l'ultimo affluente del Nilo e per 2.700 Km attraversa il deserto egiziano fino a sfociare nel Mediterraneo con un vasto delta di 22.000 Km² e composto da 2 rami fluviali principali e da numerosi bracci secondari collegati da altrettanti numerosi canali.
Da Khartum il corso del Nilo è molto regolare con una scarsissima pendenza. Questo andamento è interrotto solo dalle 6 famose cataratte fino ad Assuan numerate da 1 a 6 iniziando da Assuan. Queste cataratte sono un ostacolo alla navigazione solo nelle acque basse.
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LE PIENE DEL NILO
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Questo andamento della piena è causato dalla complessa rete di affluenti che alimenta il Nilo. Nel periodo da Gennaio a Giugno le acque del Nilo presso Assuan vengono alimentate sopratutto dal Nilo Bianco che ha una portata abbastanza regolare durante tutto l'anno. Nei periodi di piena, invece, la portata del Nilo dipende sopprattutto dal contributo del Nilo Azzurro e dell'Atbara mentre le sostanze fertilizzanti sono portate dai torrenti etiopici che con l'impetuasità delle loro acque erodono i massicci vulcanici asportando le sostanze fertilizzanti.
L'effetto "dell'Onda Verde" ha un'origine ancora sconosciuta, ma si pensa sia dovuto ad alghe microscopiche che proliferano grazie condizioni chimiche particolari.
A causa di queste piene il livello dell'acqua aumentava di parecchi metri, presso Assuanaumentava di 9 metri, e solo i villaggi costruiti su delle alture non subivano danni. L'acqua del Nilo lasciava nei campi una grande riserva d'acqua oltre ad uno strato di limo molto ricco di sostanze fertilizzanti.
Altre dighe sono state costruite a Esna, Asyut e nel Delta.
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LA SCOPERTA DELLE SORGENTI DEL NILO
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Solo nel XIX secolo iniziarono spedizioni sistematiche partendo dai fratelli francesi d'Abbadie tra il 1837 e 1844, la spedizione egiziana comandata da Selim pascià nel 1840 rilevò il Nilo fino a Gondokoro, a 5º latitudine Nord.
Successivamente altre spedizioni studiarono il corso del Nilo sia partendo da Nord e seguendo il corso del fiume (il francese Brun-Rollet nel 1855; l'inglese Petherick tra il 1848 e 1863; il francese Lejean tra il 1859 e 1861; per finire con il tedesco T. Heuglin tra il 1856 e 1876) sia da Sud-Est. Seguirono questa strada prima l'italiano Miani e poi gli inglesi Burton, Speke e Grant. Gli ultimi 2 nel 1860 scoprirono la defluenza del Nilo dal lago Vittoria. Risalendola arrivarono fino a Gondokoro dove incontrarono il connazionale S. W. Baker che proveniva da Khartum. Quest'ultimo raggiunse nel 1864 il lago Alberto completando l'esplorazione del corso del fiume.
Solo alla fine del secolo venne fatta la definitiva scoperta delle sorgenti del Nilo da parte dell'austriaco Baumann che , che risalendo il Nilo-Kagera sino al Luvironza-Ruvuvu, arrivò alla vera sorgente del Nilo.
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